Cari navigatori, abbiamo il piacere di pubblicare l'intervista effettuata con il nostro Dario "Darione" Genini, allenatore dei portieri della formazione bianconera ed ex estremo difensore di diverse squadre blasonate.

USM: Allora Dario, cominciamo con il passato. Raccontaci dove e come si è sviluppata la tua carriera calcistica.

Dario Genini: Ho iniziato 13.enne negli allievi del Claro. Parentesi di 1 anno all'ACB (allievi interregionali e squadra riserve). Poi il ritorno a Claro in 2.a divisione. Quando sono stato trasferito a Lucerna per lavoro nel lontano 1981 mi allenavo a Kriens e su richiesta dell'allora allenatore ex nazionale Kudy Müller, firmai per la squadra lucernese che militava in prima divisione. Purtroppo il Claro non sottoscrisse il prestito e quindi rimasi fermo mezza stagione. Mi contattò in seguito il Biasca e rientrai in Ticino. Ho quindi difeso per 10 anni la porta dei GC Biaschesi.
Smesso con gli attivi, ho iniziato ad allenare i portieri e nel contempo ho difeso per 16 anni la porta dei seniori (veterani) del Ravecchia.

USM: In passato hai difeso anche i pali della porta del Biasca, una delle squadre più blasonate del calcio ticinese. Si può affermare che questa sia stata l'esperienza più importante della tua "carriera"?

D.G.: Penso di sì, una delle più importanti anche perchè sfociata in due consecutive vittorie in campionato e susseguenti spareggi per l'ascesa in prima divisione (purtroppo persi), giocati davanti ad un pubblico così detto delle grandi occasioni.

USM: Dicono che eri un grande talento e che avresti potuto fare più strada. Hai qualche rimpianto o rammarico in merito?

D.G.: Sì uno dei miei rimpianti è quello di non aver potuto giocare in prima divisione, e segnatamente nella formazione lucernese del Kriens.

USM: Ormai da diversi anni ti occupi della preparazione dei portieri. Quale è stata la più grande difficoltà riscontrata, se ce ne fosse una, ad indossare i panni dell'allenatore?

D.G.: Onestamente non ho riscontrato grosse difficoltà . Ho avuto la fortuna  di allenare tanti giovani che mi hanno sempre accettato e rispettato.

USM: In precedenza allenavi i portieri della Pro Daro, come mai hai poi deciso di trasferirti all'USM?

D.G.:  Era finito un bel ciclo. Poi l'ex allenatore del Daro, passato al Montecarasso, mi ha voluto con sé.

USM: Nel ruolo di preparatore dei portieri sei ovviamente a stretto contatto con il mister Sandro Engel. Funziona bene la vostra collaborazione?

D.G.: Certo che funziona. Devo dire che ho sempre avuto un buon rapporto con tutti gli allenatori con i quali ho lavorato assieme.

USM: All'USM ci sono tre portieri di assoluto valore. È sempre facile scegliere chi far scendere in campo alla domenica?

D.G.: Sono sempre scelte difficili, che però vengono ponderate con scienza e coscienza.

USM: Il ruolo del portiere è indubbiamente speciale. Quali sono le caratteristiche che un estremo difensore deve assolutamente possedere?

D.G.: Il portiere è il ruolo più romantico e richiede non solo doti fisiche. Deve lavorare in fretta il cervello per capire chi può tirare e come, e in quale direzione. Il portiere era il diverso, nel calcio. Obbligarlo a imparare a usare i piedi, non potendo raccogliere con le mani i passaggi indietro dei compagni, lo ha reso un po’ meno diverso e ci sono in circolazione portieri più bravi coi piedi che con le mani.

USM: Compara ognuno dei portieri dell'USM ad altrettanti campioni della storia del calcio presente o passato.

D.G.: Lo faccio per gioco: Christian allo spagnolo Unai Alba Pagadizabal o forse al meno noto argentino German Lux (scherzi a parte Guru lo accosto a Gianluca Pagliuca); Jarno lo paragono a Peter Schmeichel e Afro a Néstor Fernando Muslera.

USM: Si vocifera che quando la squadra perde, tu non riesci a chiudere occhio durante le successive 6 notti. Confermi?

D.G.: Sì confermo (a volte neanche con i sonniferi!). Con l'inizio del girone di ritorno auspico che la squadra mi faccia dormire il sonno del giusto, tranquillamente.

USM: Ritieni che questo gruppo abbia i mezzi e le potenzialità per centrare la promozione?

D.G.: Sì, lo spero vivamente. Il margine sarà colmabile solo con  una seconda parte di campionato impeccabile.  Sta a noi affrontare i primi impegni con decisione, per incamerare i punti che ci potrebbero consentire di restare agganciati a chi fa corsa in testa. La squadra sta completando la preparazione con molto impegno. L'impressione è che il gruppo sia molto più convinto dei propri mezzi rispetto al recente passato. Si tratta ora di tradurre in campo questo sentore.

USM: Nello staff del Moderna, attuale capolista, c'è tuo fratello. Come viene vissuta questa rivalità?

D.G.: La vivo bene. Non c'è in effetti una particolare competizione. Il primo round è finito in parità. Spero di batterlo al ritorno. Mio fratello rispetto a me  vive il calcio minore in maniera più soft, con meno emozioni.

USM: Ultima domanda…questa è difficile…Preferiresti la promozione dell'USM o la vittoria del campionato inglese da parte del Liverpool?

D.G.:  Ovvio la promozione in terza quest'anno.  Che cancellerebbe subito così l'unica retrocessione patita in carriera (io non l'ho ancora mandata giù!).
La vittoria dei "reds" è rimandata forse alla prossima stagione.

USM: Grazie mille Dario e speriamo che da giugno tu possa tornare a fare sogni d'oro!