Reti: 1’ Ponzio (0:1); 9’ Idrizi (0:2); 20’ Bionda (0:3); 70’ Tamò (0:4); 81’ Tamò (0:5);
85’ Monighetti (0:6); 89’ Locatelli (0:7); 90’ Monighetti (su rigore 0:8).

Formazione: Guerino – Rossini, Murachelli, Ghaffari, Andali – Tamò (capitano), Ponzio – Dervishaj – Idrizi, Stojic, Bionda.

Subentrati nel corso della partita: 34’ Locatelli x Bionda, 45’ Kalayapparayil x Ghaffari,
53’ Bionda x Idrizi, 73’ Idrizi x Stojic, 77’ Monighetti x Dervishaj, 89’ Dervishaj x Idrizi.

A disposizione: Berisha (portiere), Morandi.

Ammoniti: Locatelli, Rossini.

Un USM funambolico ha frantumato al Campo Morettina l’esile Aramaici Suryoye con un abbrivo “en fanfare”: tre reti in poco meno di venti minuti hanno mandato al tappeto gli aramèi.
Adesso, con questo otto a zero (e potevano anche essere dieci…) che ci ritroviamo fra le mani non si sa che dire: le reti sono venute così, una dietro l’altra che era una bellezza. Tutte di ottima fattura.
Sta di fatto che la differenza tecnico-tattico-agonistica fra le due squadre è stata enorme, addirittura imbarazzante.
Il Mister ha titolarizzato Marco Ponzio-argentovivo, e dopo appena sessanta secondi con un proiettile imprendibile aveva dato il primo dispiacere al portiere mesopotamico. La scelta ha pagato: il jolly darese ha creato scompiglio grazie a fibre muscolari che gli garantiscono scatto sul breve, ma pure allungo, gioco corto, ma al contempo profondo.
A tessere le trame offensive ci ha pensato Elvis Idrizi, oggi particolarmente ispirato; assistman e vitalità tecnico-atletica.
Nella ripresa, proseguiva il monologo bianco-nero con in rapida successione, Tamò (doppietta), Monighetti, Locatelli, e ancora Monighetti su calcio di rigore. Durante tutta la seconda parte della gara, i bianco-neri hanno saputo mantenere desta la concentrazione ed elevato il tasso agonistico. Incassata la quarta rete i locali hanno calato inopinatamente le braghe e non hanno toccato più palla e i nostri hanno ripetutamente colpito in questa situazione di sbrago.
A cinque minuti dal termine è il redivivo Matteo Monighetti a dare dimensioni tennistiche al confronto con una sventola da una ventina di metri.

Insomma, abbiamo distrutto gli Aramaici, ma non ci montiamo troppo la testa.

A questo punto, ce ne andiamo a cena, cercando di non pensare a questo Suryoye formato mozzarella, con negli occhi ancora questo Monte Carasso straordinariamente cinico e vincente.

GeDa