11.11.2017: Ravecchia – USM 0:3 (0:0)

Reti: 56’ Straface (0:1); 72’ Peric (rigore 0:2); 83’ Morelli (0:3).

Formazione (4-2-3-1):
99 Ballabeni -16 Mellacina, 6 Tamò (capitano), 20 Ferraboschi, 11 Straface – 21 Peric,
15 Lucic – 8 Hunkeler (66’ Branco Ferreira), 7 Pocas Ribeiro, 10 Morelli (89’ Costa) –
17 Bubba (76’ Giacosa).

Ammonito: Morelli.

A disposizione: Guerino (portiere), Gamboni.

Mai partita fu più importante. Il Monte Carasso fa il colpo nell’ultima giornata del girone d’andata. Tre punti preziosi in chiave salvezza. I bianconeri colgono alle Semine il primo successo esterno della stagione.
L’USM non si è limitato ad uscirne indenne, bensì ha cercato e trovato la posta piena, portandola a casa, preziosa reliquia, con una prova tipica di chi opera in trasferta, basata su grande concentrazione, solidarietà tra giocatori (allievi e seniori), molto movimento, spirito di sacrificio.

Meriti, quelli descritti, che si aggiungono a una discreta dose di buona sorte, un’alleata che non guasta affatto in cimenti tanto delicati ed equilibrati.

Una prestazione tutta grinta e volontà quella della squadra di Casarotti.

La ruota doveva pur girare, una volta o l’altra: dopo tutta una serie di sprechi – dovuti, ben inteso, anche a evidenti limiti tecnico-agonistici – il Monte Carasso ha finalmente conosciuto la goduria di arraffare la posta piena fuori casa.

La svolta ad inizio ripresa: Ballabeni, provvidenziale e sugli scudi il portiere bianconero, neutralizza da par suo un calcio di rigore.

Ma il Monte Carasso ha ribadito che quando la difesa “tiene”, la fase offensiva può davvero diventare l’arma in più.

L’USM passa in vantaggio con un bellissimo gol di Straface che piazza la zampata letale, raccogliendo un corner al volo con un sinistro preciso a battere il portiere. Poi diventa un monologo bianconero.

Tre reti alla capolista che hanno messo in evidenza il potenziale di una squadra che con i suoi 24 gol all’attivo ha pur sempre un attacco degno di ben altra classifica.

Primo clean sheet. Merito di una retroguardia nella quale Tamò ha dato prova di ritrovata piena efficienza e Ferraboschi, Mellacina e Straface (dopo le precedenti incertezze) hanno garantito il loro contributo in termini di precisione e affidabilità.

Geda